Il 9 maggio 2024 si inaugurerà presso l’Università degli Studi della Tuscia, nel Complesso di Santa Maria in Gradi a Viterbo, la Mostra Medea Ritrovata fra la Cappadocia e la Tuscia con Pasolini e Maria Callas promossa e realizzata dall’Università della Tuscia e dalla Missione UNITUS “Ricerche e restauro in Cappadocia” e sarà in corso fino al 6 settembre 2024.
Il luogo è quel lembo di terra nella Tuscia, che si addensa attorno alle Cascatelle di Fosso Castello presso il Parco delle Cascate di Chia , per Pier Paolo Pasolini il “paesaggio più bello del mondo”; la scena è inedita e appartiene al film Medea di Pasolini, girato nel 1969. Tagliata dal montaggio del film, essa tuttavia sopravviveva celata in 115 foto in b/n e in 7 a colori del fotografo di scena del film Mario Tursi, conservate nell’Archivio Appetito.
Tutto ha origine da una premessa, dal fatto che Pasolini, con felice anacronismo, situa in Cappadocia la mitica Colchide, proprio in quel pezzo di territorio dove opera la Missione dell’Università della Tuscia dal 2006, suggerendo quelle lunghe ricerche che hanno portato a identificare ogni sito, ogni luogo, ripreso dal regista in Medea.
È in questo contesto che, analizzando una decina di foto di Tursi pubblicate su scene tagliate di Medea, è stato individuato non il paesaggio della Cappadocia, di Göreme, Uçhisar e Çavuşin, ma quello delle Cascatelle di Fosso Castello, riconoscendovi lo stesso luogo dove Pasolini aveva ambientato, nel 1964, la scena del Battesimo di Cristo nel film Il Vangelo secondo Matteo.
È da questo riconoscimento del luogo che è germinata la mostra attuale.
Inoltre, come sempre avviene nei film di Pasolini, anche il paesaggio della scena “ritrovata” associa a sé le persone del luogo che a decine il regista reclutò tra le cittadine di Chia e del territorio, richiamandone anche qualcuna che aveva partecipato al Battesimo di Cristo ne Il Vangelo secondo Matteo. Come il paesaggio non è semplice sfondo, così le comparse non sono anonime ma hanno una forza e una centralità da coprotagoniste accanto a Medea, la “divina” Maria Callas.
La Mostra è ideata da Maria Andaloro ed è a cura di Maria Andaloro, Gaetano Alfano, Paola Pogliani e Valeria Valentini.









