Il Vangelo Secondo Matteo (1964)
Il Parco delle Cascate di Chia un luogo magico e incantevole della Tuscia che ha fatto da sfondo a scene di importanti film e serie TV, scoperto da 📽 Pier Paolo Pasolini il primo regista a rimanere incantato dal luogo, che lo scelse come location in cui ambientò il battesimo di Gesù nel film il Vangelo Secondo Matteo del 1964 e dopo di lui è stato scelto come location da numerosi registi .
Il Film il Vangelo Secondo Matteo
è una fedele riproposizione del Vangelo secondo Matteo dal momento dell’Annunciazione alla Resurrezione di Gesù. Le tappe della vita di Gesù Cristo sono ripercorse senza variazioni nella storia, né cambiamenti anche testuali rispetto alla versione di san Matteo. Il Vangelo di Pasolini non intendeva mettere in discussione dogmatismi o miti, quanto far emergere l’idea della morte, uno dei temi fondamentali della sua poetica. Come negli altri film il regista si affida a un linguaggio sonoro ricercato per didascalizzare alcune delle vicende più significative del film.
Ecco dunque la Passione secondo Matteo di Bach e soprattutto La musica funebre massonica di Mozart – che accompagna tutta la passione di Gesù – a suggellare la propria immagine della morte: un evento necessario, per niente eroico e soprattutto ineluttabile. Il Vangelo, come quello di Matteo, disegna una figura di Cristo più umana che divina, un uomo con moltissimi tratti di dolcezza e mitezza, che però reagisce con rabbia all’ipocrisia e alla falsità. Si tratta di un Cristo motivato dalla volontà di redenzione per coloro che subiscono le conseguenze della istituzionalizzazione della religione operata dai farisei che ne hanno fatto uno strumento di dominio politico e sociale. È un Cristo rivoluzionario che è venuto a portare la spada piuttosto che la pace. Il film fu apprezzato dai cattolici: l’ Osservatore romano scrisse che si trattava di un film “fedele al racconto non all’ispirazione del Vangelo”. La critica di sinistra rispose freddamente: l’Unità si espresse in questi termini: “…il nostro cineasta ha soltanto composto il più bel film su Cristo che sia stato fatto finora, e probabilmente il più sincero che egli potesse concepire. Di entrambe le cose gli va dato obiettivamente, ma non entusiasticamente atto”
Pasolini ricostruì i luoghi del suo Vangelo secondo Matteo nell’Italia Meridionale, il cui paesaggio ricordava quello mediorientale di 2000 anni prima. La Galilea si trasferì così in vari ambienti rupestri di Calabria, Lazio, Sicilia e Puglia, mentre Gerusalemme rinacque tra i Sassi di Matera, dove il regista volle ambientare la passione, crocifissione e resurrezione di Gesù. Posto su due colline separate da un burrone, il borgo lucano di Barile (PZ), divenne Betlemme: tra le grotte scavate nel tufo del complesso collinare denominato Sheshe vennero ambientati quattro episodi legati alla prima infanzia di Gesù (la natività, l’adorazione dei magi, la strage degli innocenti e la fuga in Egitto). Il cortile interno del Castello di Lagopesole ad Avigliano (PZ) divenne location del sinedrio che ne decretò la condanna.
Le riprese pugliesi riguardarono diversi castelli e agri della Murgia. Nell’ala nord del Castello di Gioia del Colle, la reggia di Erode per l’occasione, Salomè danza per Erode e chiede in cambio la testa di Giovanni Battista. A Castel del Monte (Andria) avviene l’episodio della cacciata dal Tempio tra i sacerdoti che assistono infastiditi. Presso il Castello di Barletta Ponzio Pilato chiede al popolo se scarcerare Gesù o Barabba. La Gravina di Ginosa, Manduria e soprattutto gli ambienti rupestri di Massafra si trasformano nella Palestina. Nell’agro di Santeramo in Colle, in contrada Sabatolla, Pasolini utilizzò per alcune riprese (l’annunciazione e il discorso delle beatitudini prima dell’arrivo a Gerusalemme) la casetta e lo jazzo.
I 40 giorni nel deserto vennero ambientati prevalentemente nella Valle dell’Etna, in Sicilia, salvo saltare a Monterano, città fantasma in provincia di Roma, la cui Chiesa di San Bonaventura è la scenografia di una delle tentazioni di Satana, e a Tuscania (VT) dove a fare da sfondo alla tentazione sono la Chiesa di Santa Maria Maggiore e la Basilica di San Pietro (se ne intravede l’inconfondibile rosone).
Presso il Parco delle Cascate di Chia del Fosso Castello, frazione di Soriano nel Cimino (VT) si girò la scena del Battesimo sul fiume Giordano, (molti dei personaggi che si intravedono in queste scena erano abitati del paese di Chia, che poi negli anni successivi Pasolini frequento, andando ad abitare alla Torre di Chia ).
Gesù nel suo peregrinare guarisce alcuni lebbrosi che vivono in una torre: la scena fu girata presso la Torre delle Caldane all’interno del Parco di Tor Caldara nei pressi di Anzio (RM).
In Calabria infine, Paolini scelse i calanchi di Cutro (KR) per la loro conformazione desertica e la spiaggia delle Castella, frazione di Isola di Capo Rizzuto (KR), con la Fortezza Aragonese sullo sfondo, dove girò altre scene ambientate sul Giordano.

Genere Film drammatico, storico
Regia Pier Paolo Pasolini
Cast Enrique Irazoqui, Margherita Caruso, Susanna Pasolini, Marcello Morante, Mario Socrate, Settimio di Porto, Alfonso Gatto, Luigi Barbini, Giacomo Morante
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1964
Anno di ambientazione 0 – 33 d.C.
Produzione
Arco Film (Roma), Lux Compagnie Cinématographique de France (Parigi)
Premi
Mostra del Cinema di Venezia 1964: Premio speciale della giuria / Nastro d’argento 1965: Miglior regia a Pier Paolo Pasolini – Miglior fotografia a Tonino Delli Colli – Migliori costumi a Danilo Donati
Trama
La vita di Gesù Cristo secondo il Vangelo di Matteo.
Fonte: il Davinotti mymovies















